IL RITORNO
Ero piccolo quando sono andato in Venezuela, dopo tanti anni decido, pervaso da una toccante nostalgia di tornare a Collegno.
Certo, il cambiamento è d’uopo ma vengo assalito da grande tristezza quando mi trovo di fronte alla realtà.
Dove c’erano lunghe distese di coltivazioni di mais, grano e prati, trovo gomitidi asfalto, strade lunghe e larghe, ponti.
Ecco spuntare, costruzioni che rivelano uno strano connubio tra una voglia di un vivere salubre e pulito ed una reale corsa stressante di auto, pullman e via vai di gente frettolosa e stanca.
Situazioni che mi fanno venire in mente la precarietà dell’esistenza.
Mi chiedo perché questa distruzione del territorio.
Scriveva Luigi Einaudi, allora Presidente della Repubblica nel 1951 – la lotta contro la distruzione del suolo italiano sarà dura e lunga, forse secolare. Ma è il massimo compito di oggi se si vuole salvare il suolo in cui vivono gli italiani.
Nulla distrugge il suolo quanto la sua cementificazione, Collegno ha sottratto terreni fertili alla loro massima e più produttiva vocazione: l’agricoltura.
SONO DESOLATO
Come è potuto succedere?
Certo continuiamo a consumare risorse che sono di tutti, soprattutto delle generazioni future.
Accecati da un mercantilismo senza scrupoli non si riesce più a riconoscere dove stiano le vere ricchezze.
Non in un’edificazione senza regole e senza fine,ma in un uso accorto del territorio.
Non in un astratto benessere misurato solo dal PILma in una più vera e concreta felicità del vivere,che tenga conto del benessere ambientale,della memoria storica,componenti essenziali della nostra salute fisica e mentale, come individui e come comunità.
MI SOFFERMO A GUARDARE
le gru che sventolano nella Città e penso allo svolgersi del tempo,al non rispetto verso gli uomini specie le generazioni non nate.
RINNOVARE COLLEGNO
Vuole conservare l’ambiente e le risorse naturali per ciò che rimane da salvare con spirito,finalità e metodo.
Serve una presa di coscienza della quale il nostro paese, la nostra città hannobisogno.
Desolato torno nel paese dove vivo e dove il verde esiste ancora.
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